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Paul Klee: l’alfabeto dell’esistenza tra segno e immagine

di Laura Corchia

“Il colore è in me. Non devo cercare per afferrarlo. So che mi possiederà per sempre, lo so. Tale è il significato di questo meraviglioso momento: il colore ed io saremo sempre una cosa sola. Io sono un pittore.”

(Paul Klee)

Musicista, poeta, filosofo, ma anche e soprattutto artista eclettico. Della sua vastissima produzione ci restano dipinti, disegni, bassorilievi, incisioni, maschere e marionette.

Nato nel 1879 da genitori entrambi musicisti, studiò dal 1891 al 1901 all’Accademia di Franz von Stuck. In seguito viaggiò molto tra l’Italia, Berna e Parigi.

Sebbene conobbe e frequentò molti esponenti dell’Avanguardia, volle rimanere un isolato, felice di dipingere in cucina, su piccoli fogli, mentre badava al figlio Felix.

Palloncino rosso (1922) Solomon R. Guggenheim Museum, New York
Paul Klee, Palloncino rosso, 1922

Prese parte al Cavaliere Azzurro e, soprattutto con artisti come Kandinskij, condivise la ricerca sui colori. Fondamentali, per capire la sua poetica, si rivelano i Diari 1898-1918, raccolti e ordinati dal figlio Felix, ripercorrono le tappe più importanti della vita dell’artista. I ricordi dell’infanzia in Svizzera, i rapporti con la famiglia, l’amicizia con Kandinskij e Macke, l’osservazione della natura, i viaggi in Italia e Tunisia, i mesi sul fronte occidentale, le esperienze letterarie e musicali, le tecniche pittoriche e la filosofia della creazione.

Nel 1914, in compagnia dell’amico e collega Macke, compì un viaggio in Tunisia. I colori abbacinanti del Mediterraneo e la luce così squillante del sud lo lasciarono in una sensazione di stupore che durò per giorni. La sua pittura si orientò allora verso uno stile selvaggio e primordiale.

Paul Klee, Giardino a Saint-Germain, quartiere europeo di Tunisi, 1914
Paul Klee, Giardino a Saint-Germain, quartiere europeo di Tunisi, 1914

La pittura di Klee non ebbe mai uno stile predefinito. Avido di invenzioni, non tollerava la ripetizione. La sua personalità artistica è stata ricca e multiforme, tutta concentrata nel comprendere cosa sia veramente la creatività.

Un’ulteriore evoluzione nella pittura di Klee è rappresentata dall’esperienza della Prima Guerra Mondiale. Fu allora che le sue tele si popolarono di stelle, uccelli, frecce, case, lune, montagne e soli.

Paul Klee, Paesaggio con uccelli gialli, 1923
Paul Klee, Paesaggio con uccelli gialli, 1923

“L’artista è una creatura che, senza che gli sia stata chiesta alcuna opinione, è stata gettata, come te, in un mondo confuso e come te deve andare avanti in questo mondo alla meno peggio.

Egli è diverso solo in un significativo particolare: risolve i problemi con i suoi personali strumenti ed è, di conseguenza, forse più felice di colui che non è un creatore, di colui che rimane estraneo a qualunque atto di reale e liberatoria creazione…”

(Paul Klee)