Ce c’a résta (In ciò che rimane): incontro con la poesia di Bianca Borsatti


Bianca Borsatti sa toccare la corda del cuore con una semplicità che disarma e rendere il suo pensiero duttile nella sua fruizione di universalità del sentire” così scrive il critico e giornalista Enzo Santese della poetessa clautana Bianca Borsatti, che nel video ritratto in fondo all’articolo – a cura del regista Michele Pastrello – potete conoscere e ascoltare.
Nata nel paese di montagna di Claut, nel 1941 – luogo dove ha deciso di trascorrere tutta la vita -, è elegiaca cantrice della storia delle sue montagne e della sua comunità,  storia fatta di miseria, sudori, silenzi e perseveranze.


Tendine.

Un amor grant
t’à thercià
de strapontalo
su chile tende
fine.
Amor nassù
ta l’umbrià
de na cinadéla

(traduzione)

Tèndine.


Un amore grande /
hai cercato /

di rammendarlo /

su quelle tende /

sottili. /
Amore nato /

all’ombra /

di una candela.

Un tempo insegnante, tutt’ora introspettiva testimone della sua terra, scrive da sempre poesie nella sua lingua, il clautano, una variante – unica – del friulano. Oltre ad aver vinto il premio letterario Giuseppe Malattia della Vallalta, sono state pubblicate da Campanotto Editore due raccolte delle sue poesie: Soreie De Denér (Sole di gennaio, 2021) e Thàpige sul néf (Orme sulla neve 2019). Ambedue i volumi sono tutt’ora acquistabili.
Buona visione.

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