Le fasi di intervento nel restauro dei dipinti murali

Di Eleonora Cigognetti

Ogni monumento dovrà essere visto come un caso unico, perché tale è in quanto opera d’arte e tale dovrà essere anche il suo restauro.”

Roberto Pane, Il restauro dei monumenti, 1944

I dipinti murali sono costituiti da un complesso sistema composto da più strati, a partire dal supporto sul quale sono localizzati (come la muratura dell’edificio), con sovrammessi strati di intonaco che vanno dai più grossolani (rinzaffo, arriccio), sino a strati a granulometria più sottile (intonaco, intonachino), con lo strato pittorico come ultima finitura.

Con il termine dipinto murale si intendono le opere d’arte che sono state realizzate su supporto murario, anche se eseguite con differenti tecniche pittoriche, quali affreschi, dipinti a mezzo fresco e a secco (tempere,oli, ecc).

L’approccio nel restauro di dipinti murali prevede più fasi operative, descritte  dettagliatamente a seguire.

  1. INDAGINI PRELIMINARI

Prima di intervenire direttamente su un’opera, è fondamentale conoscerla in modo approfondito: per tale motivo la prima fase di un intervento di restauro sarà un’attenta indagine preliminare, per valutare le caratteristiche del dipinto, analizzare le cause ed i fattori di degrado e sviluppare un report completo sullo stato di conservazione dell’opera.

Il primo studio da effettuare è l’indagine storica, che ha l’obiettivo di reperire documenti scritti, grafici o fotografici da cui ricavare informazioni sulle origini del dipinto e su eventuali precedenti interventi di manutenzione o restauro.

Parallelamente andrà sviluppata un’indagine visiva, per valutare lo stato di conservazione dell’opera ed i fenomeni di degrado macroscopici: andranno analizzati i materiali costitutivi, la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione. In alcune casistiche, si possono effettuare saggi stratigrafici e prove di pulitura, per analizzare lo status della superficie pittorica e verificare eventuali stratigrafie.

È infine necessario approfondire l’analisi preliminare mediante l’esecuzione di indagini diagnostiche, eseguite da personale scientifico specializzato su precise indicazioni del restauratore. Le indagini diagnostiche verranno effettuate in laboratorio, su piccoli campioni di dipinto, oppure in sito, mediante l’utilizzo di strumentazione specifica. Questa fase, seppur talvolta non approfondita a causa dei costi, è di fondamentale importanza per avere una conoscenza specifica e dettagliata dell’opera in oggetto, in modo da programmare un adeguato intervento di restauro che non comprometta le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali costitutivi dell’opera.

 

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Efflorescenze saline

OPERAZIONI PRELIMINARI DI MESSA IN SICUREZZA

Se il dipinto murale presenta parti a rischio di caduta, in particolar modo a livello strutturale, sarà necessario intervenire con operazioni preliminari di messa in sicurezza delle parti di intonaco distaccate, attraverso la velinatura di protezione e/o il preconsolidamento, per garantire la messa in sicurezza della superficie.

La velinatura consiste nel far aderire alla superficie pittorica uno o più strati di garze o speciali carte non soggette a contrazione e ad alto grado di assorbimento (carta giapponese), necessarie a stabilizzare temporaneamente la superficie e garantire la possibilità di esecuzione delle successive operazioni.

L’operazione di preconsolidamento ha l’obiettivo di stabilizzare e consolidare le superfici che si presentano decoese e polverulente, sia che riguardino l’intonaco che la pellicola pittorica, sulle quali sono richiesti interventi e trattamenti successivi. Questa fase, di notevole importanza, evita la perdita di materiale originale, ma non deve interferire con le fasi successive, quindi i materiali andranno selezionati attentamente in funzione di quelli utilizzati nelle altre operazioni di restauro (ad esempio, il preconsolidamento deve permettere la pulitura in caso di depositi superficiali, ma al contempo resistere all’azione chimica del solvente della pulitura per evitare la perdita di materiale originale).

  1. PULITURA

L’intervento di pulitura consiste in una serie di operazioni che hanno l’obiettivo di rimuovere dalla superficie del manufatto le sostanze estranee, patogene e generatrici di ulteriore degrado sia materico che estetico, quali depositi superficiali coerenti e incrostazioni, macchie, alterazioni cromatiche, biodeteriogeni e materiali non idonei (ad esempio stuccature in cemento). In questa fase si include anche il descialbo, cioè la rimozione degli strati di tinteggiatura applicati in passato sulla superficie pittorica.

Andranno effettuati inizialmente dei di tasselli di pulitura con diversi reagenti chimici, utili a definire con esattezza il prodotto da utilizzare, i tempi di applicazione ed il livello di pulitura.

La pulitura è una fase molto particolare e delicata poiché è irreversibile, e va valutata molto attentamente in base alla casistica in oggetto. Citando Cesare Brandi, capostipite della concezione attuale di restauro, voglio aggiungere che : “il restauro deve mirare al ristabilimento dell’unità potenziale dell’opera d’arte, purché sia possibile raggiungere ciò senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo.” Quindi l’operazione di pulitura dovrà rimuovere le sostanze estranee all’opera, senza intaccare la materia originale e rispettando la patina che si è formata nel tempo.

Pulitura

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  1. CONSOLIDAMENTO

Nella prassi degli interventi di restauro, solitamente in seguito all’operazione di pulitura si prosegue con quella del consolidamento, che ha l’obiettivo di riconferire coesione al materiale che si presenta alterato a causa di processi di degrado.

Nel caso dei dipinti murali, il consolidamento può interessare tre livelli:

  • Adesione tra gli strati costitutivi
  • Disgregazione dell’intonaco
  • Decoesione o esfoliazione della pellicola pittorica

Nel primo caso, l’adesione tra gli strati costitutivi va valutata con un’indagine non invasiva (noccatura della superficie) che permette di valutare i “vuoti” che corrispondono ai punti di distacco sia tra i vari strati che tra gli strati e la muratura. Il risarcimento dei distacchi è un’operazione delicata, non reversibile e difficilmente controllabile poiché non si può osservare direttamente ma si agisce all’interno del supporto. Solitamente si interviene mediante l’esecuzione di microiniezioni localizzate di un consolidante scelto in base alla compatibilità con i materiali costitutivi della struttura muraria.

Anche nel secondo e nel terzo caso, i prodotti consolidanti andranno selezionati in base alle caratteristiche fisico-chimiche dei materiali originali, poiché si tratta di un’operazione non reversibile, in quanto il legante del consolidante va a sostituire o integrare il legante originale del dipinto. Considerata la non reversibilità dell’operazione, è fondamentale mantenere la ritrattabilità della superficie, per non impedire futuri interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, sia con l’uso del medesimo materiale sia con materiali diversi. Potranno essere selezionati prodotti organici, inorganici o semi-inorganici, in base alle caratteristiche dei materiali costitutivi e all’operazione da svolgere.

È importante che i materiali usati nell’operazione di consolidamento non modifichino le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali originali e costituiscano una causa di degrado di tipo chimico alla materia originale, né al momento della messa in opera, né in tempi successivi. Il degrado chimico, oltre che determinare gravi alterazioni cromatiche, accelererebbe notevolmente il degrado dei materiali sia originari che di restauro, limitandone la durata.

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  1. STUCCATURA

Stabilizzata e consolidata l’intera superficie, si procede con la stuccatura di lacune, mancanze e fessurazioni e al rifacimento di porzioni di intonaco cadute, con l’obiettivo di ripristinare la continuità strutturale e rendere la superficie più stabile e leggibile. Anche questa operazione viene effettuata scegliendo materiali compatibili con i materiali costitutivi originali del dipinto murale. Il criterio da utilizzare per le soluzioni estetiche, quali livello delle stuccature, lavorazione e texture superficiali e tono cromatico (a tono o sottotono), andranno valutati caso per caso.

  1. REINTEGRAZIONE PITTORICA

In seguito all’operazione di stuccatura, generalmente segue la fase della reintegrazione pittorica, che ha lo scopo di ripristinare un’adeguata lettura dell’opera d’arte mediante il collegamento cromatico, laddove siano presenti lacune o abrasioni della pellicola pittorica. La metodologia e la tecnica di reintegrazione pittorica (a neutro, a velatura, a selezione cromatica, ad astrazione cromatica, a rigatino) andranno valutate caso per caso, mantenendo come criterio fondamentale la reversibilità dell’operazione.

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  1. PROTEZIONE FINALE

In alcuni casi, dopo la reintegrazione pittorica si effettua anche una protezione finale che si esegue con prodotti testati preliminarmente e compatibili dal punto di vista chimico-fisico con i materiali originali, con l’obiettivo di “proteggere” la pellicola pittorica da nuovo e futuro degrado. Tale operazione è necessaria, ad esempio, in caso di dipinti murali posti all’esterno, per proteggere la pellicola pittorica dall’azione degli agenti atmosferici.

 

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