Dentro l’opera: La Verità svelata dal Tempo di Gian Lorenzo Bernini. L’opera incompiuta di un momento drammatico

di Fabio Strazzullo

Nel 1637, papa Urbano VIII incaricò Bernini di terminare la costruzione delle torri campanarie collocate all’estremità della facciata della basilica di San Pietro in Vaticano a Roma, ma Bernini fallisce e il papa ferma i lavori a causa della presenza di allarmanti crepe sulla facciata della basilica, proprio a ridosso del campanile. Questo portò a un grave sconforto dell’artista, che aumentò quando il successivo papa Innocenzo X ordinò, in circostanze misteriose, l’abbattimento completo sia della torre meridionale che di quel poco costruito della torre settentrionale e sembra quasi che anche Francesco Borromini, architetto e suo ex allievo, avesse insistito per questa soluzione per motivi di gelosia. Ad ogni modo, risentito del torto subito, Gian Lorenzo reagì scolpendo per sé stesso una statua a grandezza naturale che doveva rappresentare l’allegoria del Tempo che svela la Verità.

L’opera venne realizzata solo in parte con la figura della Verità nuda e seduta su un masso roccioso con lo sguardo sorridente rivolto verso l’alto. Tiene nella mano destra il sole con un volto umano e poggia la gamba sinistra sul globo terrestre, secondo un’iconografia già canonizzata nella celebre Iconologia di Cesare Ripa (1600). Inoltre, il masso sul quale siede, è poggiato un drappo, di cui un’estremità è sollevata. Segno che in quel punto doveva starci l’allegoria del Tempo che, attraverso una serie di disegni sappiamo, aveva le sembianze di un vecchio barbuto con le ali nell’atto di afferrare il drappo in quel punto e svelare la nuda Verità. Per volontà di Bernini, l’opera non doveva essere venduta, ma lasciata in eredità ai figli come insegnamento morale.

Venne poi acquistata nel 900 dallo stato italiano per essere esposta nella Galleria Borghese di Roma, precisamente nella sala del Gladiatore al pian terreno insieme all’altra opera di Bernini: il gruppo di Enea, Anchise e Ascanio del 1618-19.
Perché solo la Verità?
Sappiamo che questa venne realizzata tra il 1646-1652 come futura allegoria del suo riconoscimento, ma il clima culturale romano conobbe una nuova svolta con la morte di Innocenzo X e l’ascesa al soglio pontificio di Fabio Chigi, divenuto papa con il nome di Alessandro VII, con il quale Bernini ritornò ad essere l’artista preferito dalla corte papale e dunque ritenne inutile continuare il lavoro, lasciando il blocco di marmo per la figura del Tempo intatto nel suo atelier.

Bibliografia
-M. G. Barberini, La Verità svelata in Bernini, catalogo della mostra a cura di A. Bacchi e A. Coliva, Roma 2017, pp. 268-271;
-Sito ufficiale della Galleria Borghese.

 
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