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Le modelle, le compagne, gli amori di Modigliani

Di Laura Corchia

Modigliani amava le donne. Le amava molto, in modo fervido e passionale e aveva uno spasmodico bisogno di dipingerle per possederne, per così dire, l’anima. Gilberte, Maud, Thora, Elvire, Margherita, Marie, Lucienne, Gaby. Per non parlare di Beatrice Hastings e di Jeanne Hébuterne.

Furono donne di una sera, compagne di sbronze, semplici modelle o conviventi turbolente, e Modigliani le rese immortali sulle sue tele, cogliendone la malinconia e la nostalgia che trapelava dai loro sguardi languidi.

Si raccontano diversi aneddoti sulle sue avventure femminili, facilitare dall’ambiente artistico e disinvolto di Montmartre e di Montparnasse. Del resto, difficile resistere al fascino di Amedeo, descritto come un uomo bello, sensuale, gentile ed elegante. E noi lo immaginiamo con quel savoir faire tutto italiano mentre passeggia sui boulevards parigini intento a fischiettare e a voltare lo sguardo ogni qualvolta una bella fanciulla gli passava davanti.

Modì si faceva amare anche per la tenerezza che suscitava il suo atteggiamento dignitoso e fiero persino in situazioni di estrema e imbarazzante miseria, quando lo stomaco brontolava per la fame e nel suo studio il freddo gelava anche il sangue. Molte le locandiere che gli offrivano il suo appoggio e, perché no, anche il loro corpo per riscaldare letto e animo. Una di esse fu Rosalie, che aveva la sua bettola a Montparnasse e che raccontò: “Povero Amedeo! Qui era come a casa sua. Quando lo trovavano addormentato sotto un albergo o in un rigagnolo, lo portavano da me. Allora lo stendevamo sopra un sacco nel retrobottega fino a che la sbornia non gli fosse passata. E come era bello, sa? Santa Vergine! Tutte le donne gli correvano dietro!”

Un’altra donna è Elvira detta la Quique, figlia di una prostituita, che Modigliani incontrò in un caffè e da cui venne subito attratto definendola “una donna fatta per l’amore”. Ne sarebbe scaturita una relazione di natura esclusivamente sessuale e, secondo alcune fonti, i due sarebbero stati visti ballare nudi nel giardinetto di Amedeo.

Amedeo Modigliani "Nudo disteso di schiena"
Amedeo Modigliani “Nudo disteso di schiena”

Colei che invece gli diede un figlio, prima di Jeanne, fu Simone Thiroux, che iniziando ad accompagnarlo a casa quando era ubriaco o a offrirgli la sua protezione durante le notti “brave”, arrivò ad innamorarsi del pittore. Quel sentimento, descritto come a tratti adorante ed asfissiante, finì con l’infastidirlo, al punto da un voler riconoscere il figlio che portava in grembo. In una lettera di addio Simone arrivò ad elemosinare il suo amore: “Vorrei semplicemente un po’ meno odio da parte vostra. Abbiate per me, ve ne supplico, uno sguardo buono. Consolatemi un poco, sono tanto sventurata e domando solo un po’ d’affetto che mi farebbe tanto bene”. La storia ebbe un finale drammatico: Simone morì di tubercolosi lasciando un figlio illegittimo, Serge Gerard, che verrà dato in adozione.

Ma Amedeo non era solo un conquistatore senza sentimento. Fu legato da profonda amicizia con la poetessa russa Anna Achmatova che ci ha lasciato una meravigliosa testimonianza di quel che davvero era Modì.

Come è noto, però, due furono le donne importanti nella vita del pittore livornese: Beatrice Hastings, la scrittrice inglese con la quale visse per due anni una passione feroce e intellettuale, e la timida e riservata Jeanne Hébuterne (chiamata Noix de Coco, per il contrasto della sua pelle bianca con il bruno-castano dei capelli) che sarà il grande amore e che gli sopravvisse solo un giorno. Jeanne, si gettò dalla finestra della sua casa in una fredda notte di gennaio. Era al nono mese di gravidanza.

 

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