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Carlo Montarsolo: l’arte legata a Napoli

di Fabio Strazzullo

“Il quadro è come un libro da leggere”

Negli anni sono tanti gli artisti che attraverso la loro produzione portarono il nome di Napoli nel mondo e tra questi spicca il nome di Carlo Montarsolo. Il suo personalissimo uso di una tecnica pittorica che esalta il dato cromatico come fattore luministico, ha fatto di lui uno dei più interessanti artisti della pittura italiana astratta del dopoguerra, su cui hanno scritto importanti critici e studiosi dell’arte come Giulio Carlo Argan e Raffaello Causa. Molte sue opere sono esposte in diversi musei sia italiani come la Galleria Nazionale di Roma che esteri come il Museo d’Arte Moderna di Santo Domingo, dove i temi trattati nella sua lunga produzione artistica furono tanti ma il suo pensiero era sempre rivolto a Napoli, con cui mantenne un legame particolarmente affettivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nato a Terni nel 1922 si trasferisce con la famiglia a Portici (Napoli) dove consegue la laurea in Economia e Commercio all’Università degli studi di Napoli Federico II. Divenuto ufficiale dell’Aeronautica militare, si dedica alla pittura da autodidatta inizialmente influenzato dall’impressionismo riproducendo paesaggi della zona vesuviana. In realtà, fin da giovane si avvicina all’arte e a soli 15 anni vince il premio “Ludi Yuvenilis” dell’Arte con una serie di inchiostri ispirati al IV libro delle “Laudi” del poeta Gabriele D’Annunzio, mentre a 16 anni si dedica alla pittura ad olio, dipingendo “en plein air” (all’aperto) la zona vesuviana. Dalla fine degli anni 50 e agli inizi degli anni 60 inizia una serie di opere considerate la sua produzione più materica, dove la luce diventa il soggetto preminente della tela con la sua capacità di rivelare le forme in un’ottica prevalentemente astratto-geometrica. Dal 1951 al 1973 partecipa a tutte le edizioni della Quadriennale di Roma. Desideroso di scoprire nuovi orizzonti, parte per il Belgio dove ha modo di visitare due mostre di Picasso e Braque che lo colpiscono molto. Influenzato, quindi dalla corrente del “Cubismo analitico” torna a Portici dove comincia una nuova produzione di lavori sospesi tra realtà e astrazione come il grande olio ispirato alla “CathédraleEngloutie” di Debussy: “Il tempio sommerso” che rappresenta il primo esempio di cubismo analitico visto a Napoli, tanto da aggiudicarsi un riconoscimento nella Mostra del Mezzogiorno del 1962 a Palazzo Reale di Napoli. Da qui capiamo che Montarsoloera sempre aggiornato sulle correnti artistiche del tempo, ma sempre interpretate in una riflessione artistica personale e liberacon un colore immediato che recupera la gestualità. Dal 1968 al 1974 è un continuo susseguirsi di mostre e premi come l’Onorificenza per l’Arte Sacra e il 1º Premio assoluto di “Villa San Giovanni”. Viene quindi sempre invitato ad esporre ad ogni Quadriennale a Roma, alle Biennali di Venezia, alla Biennale Internazionale del Mediterraneo e successivamente all’estero come Melbourne, New York e Sydney quale rappresentante della pittura italiana dietro segnalazione della stessa Quadriennale di Roma.

Nel 1968 viene insignito dall’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat della “Commenda al merito artistico della Repubblica”, ma a consacrarlo come artista indiscusso e cultore sarà la mostra personale al Museo di Villa Pignatelli di Napoli nel 1986 per volontà di Raffaello Causa, Sovraintendente dei Beni Culturali e Storici di Napoli. Nel 1996, invece gli viene conferito a Gela (Sicilia) il prestigioso premio “Sileno d’oro” per la carriera, già assegnato negli anni precedenti a Renato Guttuso (pittore protagonista della pittura neorealista italiana). Oltre che pittore, fu anche scrittore di saggi e articoli su varie testate giornalistiche e nel 2002 viene pubblicato il suo libro “Un artista racconta l’arte” e nel 2005 dipinge le sue ultime tele che rappresentano l’Amerigo Vespucci, celebre veliero della Marina Militare Italiana. Montarsolo morirà a Roma il 23 luglio 2005 e nel 2015, anno decennale della sua scomparsa, sarà fondata un’Associazione con suo nome che tutt’oggi s’impegna a divulgare e far conoscere l’intera produzione artistica e lo stile di quest’artista in tutto il mondo.

Bibliografia consultata

Sito dell’Associazione Carlo Montarsolo: http://www.carlomontarsolo.it/

 

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