Hans Memling: il pittore preferito dai viaggiatori

Tra i pittori fiamminghi, Hans Memling è uno dei più amati. Moltissimi viaggiatori si recano ogni anno a Bruges per ammirare le sue straordinarie opere.

a cura di Silvia Vantaggiato

I volti definiti con cura e delicatezza, i paesaggi rappresentati sullo sfondo con minuzia e attenzione per i particolari e una religiosità intima e devota caratterizzano la pittura di Hans Memling.

Il pittore, tra i più apprezzati del suo tempo, appartiene alla seconda generazione dei cosiddetti “Primitivi Fiamminghi”: a cavallo tra XIV e XV secolo, proprio nel cuore dell’Europa, veniva elaborato un linguaggio artistico nuovo e molto sofisticato, memore della lezione italiana e in grado di influenzare prepotentemente tutta l’arte successiva. L’eco di queste nuove elaborazioni si coglie, infatti, nei maggiori maestri italiani.

Ritratto di giovane uomo

Hans Memling nasce in Baviera tra il 1435 e il 1440 e muore a Bruges, l’11 agosto 1494. Non si hanno notizie certe sulla sua giovinezza, secondo Giorgio Vasari, la sua formazione avvenne presso la bottega del già celebre Rogier van derWeyden anche se oggi gli studiosi non concordano con il biografo aretino. Certamente, egli poteva vantare una formazione propriamente “fiamminga” poiché assecondaperfettamente i gusti di una classe sociale in potente ascesa, quella dei mercanti di Bruges, che diventano ben presto un modello culturale e sociale per tutta la borghesia europea. Ottenne la cittadinanza fiamminga a Bruges nel 1464 stabilendosi a Bruges dove il successo di Petrus Christus(1410-1475) si andava affievolendo.

Hans Memling divenne uno degli artisti preferiti dai viaggiatori che transitavano nelle Fiandre e apprezzavano i dipinti devozionali e i ritratti esposti nelle botteghe degli artisti. Per esempio, il mercante fiorentino Paolo Pagagnotticommissionò, per lo zio, il vescovo domenicano Benedetto Pagagnotti, un trittico destinato alle stanze private del palazzo di Firenze, che rappresenta la Madonna con il Bambino circondati da festoni e ghirlande; motivi che sembrano ispirati al Rinascimento italiano.

Hans Memling fu anche un abile e raffinato ritrattista e le sue opere furono un modello insuperato per tutto il Cinquecento. Egli perfezionò uno schema tipico della pittura fiamminga: la figura di tre quarti del protagonista emerge da un paesaggio naturale finemente rappresentato; la tecnica della pittura ad olio rende splendenti i particolari degli abiti e dei gioielli che i ricchi committenti amavano esibire. Potrebbe essere un viaggiatore italiano di passaggio a Bruges, il protagonista del Ritratto d’uomo con moneta romana (1473-74). La medaglia probabilmente di epoca neroniana viene esibita con fierezza e sullo sfondo viene dispiegato un paesaggio lacustre.

Le opere di Memling e di molti altri maestri fiamminghi sono custodite nei più prestigiosi musei del mondo ma il modo migliore per apprezzarne la ricchezza e la particolarità è osservarli nel loro contesto originale. Questo è uno degli obiettivi del progetto triennale Flemish Masters 2018-2020 promosso da VisitFlanders; attraverso eventi e mostre si invitano i viaggiatori a focalizzare l’attenzione sulle opere dei Grandi Maestri Fiamminghi.

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