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Joseph Mallord William Turner, il pittore della luce

di Laura Corchia

«Turner, il più abile paesaggista ora vivente, i cui dipinti sono però troppo marcatamente astrazioni di prospettiva aerea […]. Sono il trionfo della sapienza, dell’artista e della potenza del pennello sulla sterilità del soggetto. Sono pitture degli elementi dell’aria, della terra, e dell’acqua. L’artista si diletta a tornare al caos primordiale del mondo, o a quello stato di cose quando le acque vennero separate dall’arida terra e la luce dalle tenebre ma non vi era ancora cosa vivente o alberi fecondi sulla faccia della terra. Tutto è vuoto e senza forma. Qualcuno ha detto dei suoi paesaggi che erano “dipinti del nulla o di qualcosa di molto simile”».

Con queste parole, William Hazlitt descrive l’arte di Joseph Mallord William Turner, pittore nato nel 1775 a  Londra. Figlio di un barbiere e fabbricante di parrucche, il suo stile pose le basi per la nascita dell’Impressionismo.

La valorosa Téméraire trainata all'ultima culla per essere demolita, 1839
La valorosa Téméraire trainata all’ultima culla per essere demolita, 1839

I suoi esordi avvennero nel solco della tradizione tipicamente settecentesca del disegno topografico, ma ben presto dimostrò interesse per gli effetti atmosferici. Col tempo, l’opera di Turner si svincolò sempre di più dalla rappresentazione oggettiva e dalla veduta per acquistare sempre di più caratteri visionari, con le forme che si dissolvono e gli spazi che cessano di essere percepibili.

Traendo spunto da tragiche vicende o da momenti cupi della vita sul mare, Turner trasferì nelle sue opere le proprie emozioni di fronte all’immenso spettacolo della natura. Fu affascinato soprattutto dai momenti in cui lo scatenarsi degli elementi provoca un sentimento di timore misto a fascinazione.

Luce e colore. Il mattino dopo il diluvio, 1843
Luce e colore. Il mattino dopo il diluvio, 1843

Talvolta, l’artista scelse alcuni soggetti soltanto per sviluppare il tema della teoria della luce che tanto gli stava a cuore. Ne è un esempio di dipinto Luce e colore. Il mattino dopo il Diluvio (1843) ispirato al libro sui colori di Goethe, secondo cui colori come il verde, il giallo e il rosso esprimono gioia e calore. Pertanto, Turner si servì di queste tonalità per esprimere la gioia che invade il creato dopo il diluvio universale. L’intera scena venne immaginata come incapsulata dentro una bolla che, secondo le iscrizioni del quadro, rappresenterebbe un “messaggero di speranza, effimero quanto la fugace estate / che si leva, vola, scoppia e muore”. 

Pioggia, vapore e velocità dipinto nel 1844
Pioggia, vapore e velocità, 1844

Tra i suoi capolavori si annovera Pioggia, vapore e velocità, dipinto nel 1844. L’ispirazione è realistica: l’impressione provata dall’artista sporgendosi sotto una pioggia torrenziale dal finestrino di un treno che in quel momento stava attraversando un ponte. Turner fu il primo a dipingere un treno in corsa e il soggetto rappresentò anche un’occasione per omaggiare la rivoluzione industriale e le novità portate anche al paesaggio.

Il suo stile ebbe un impatto fortissimo sui contemporanei, al punto che il reverendo J. Eagles, scrivendo del dipinto Giulietta e la balia, affermò che Turner «ha derubato il sole del suo diritto di primogenitura a creare le ombre. Quando la Natura farà ancora a meno di loro, quando farà gli alberi come scope, e questa verde terra si alternerà tra lo zolfo e l’albume, controbilanciati con i blu più intensi che non possono tenere più a lungo la distanza; quando le vacche saranno di carta bianca e le figure color latte rappresenteranno i pastori e quando gli occhi umani saranno felicemente dorati di una forza caleidoscopica per ricomporre tutta questa confusione e diventeranno prova di oftalmia, allora Turner sarà il più grande pittore che il mondo abbia mai visto».

Parole profetiche, senza alcun dubbio. Ora che i nostri occhi si sono abituati a una diffusa oftalmia elettrica e si sono dotati di imprevedibili forze caleidoscopiche, Turner è divenuto il più grande pittore della luce.

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