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Villa d’Este a Tivoli: spettacolo di natura e arte

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Tra le meraviglie del Lazio, la città di Tivoli, a pochi chilometri da Roma, è una meta assolutamente da non perdere grazie a ben due siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità: Villa Adriana e Villa d’Este. La prima è la sontuosa residenza voluta dall’imperatore Adriano e costruita interamente nel II secolo d.C.; la seconda è un vero e proprio gioiello rinascimentale, la cui progettazione è legata alla potente famiglia degli Este.

La sua storia risale infatti al Cinquecento, quando il cardinale Ippolito d’Este – figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I – ricevette in regalo da papa Giulio III, i territori di Tivoli. Il cardinale, ben felice di governare su un territorio così salutare e ricco di antichità, invece di accontentarsi di abitare (come il predecessore) nel convento della Chiesa di Santa Maria Maggiore, decise di dare il via alla costruzione di una residenza ben più sfarzosa nel sito detto Valle Gaudente, affidando i lavori all’architetto Pirro Ligorio. Era infatti abituato a vivere nella bellezza e nel lusso, provenendo da una delle corti più lussuose dell’epoca! La costruzione della villa si protrasse per molti anni, tanto che Ippolito poté godere della sua bellezza solo per pochi mesi: il tutto fu inaugurato nel Settembre del 1572 e il cardinale morì nle Dicembre dello stesso anno!

La residenza apparve però fin da subito come un gioiello architettonico straordinario con stanze interne impreziosite da affreschi e stucchi realizzati da un gruppo di artisti diretti da Livio Agresti da Forlì. Ma attenzione forse ancora più grande fu data ai suoi giardini, progettati come un vero locus amenus, costellati da numerose fontane di ogni forma e dimensione. La realizzazione di una quantità così grande e varia di fontane fu possibile solo grazie alla ricchezza d’acqua della zona, unita ovviamente all’eccezionale accuratezza di progettazione ingegneristica e all’amore per i giochi scenici. Visitare oggi Villa d’Este vuol dire poter passeggiare al suo interno, perdendosi tra stanze e saloni impreziositi con affreschi dai colori brillanti e vivaci, da stucchi, decorazioni e racconti sacri e mitologici, fino a scendere poi negli immensi giardini. Concepiti su terrazze posizionate a livelli differenti e degradanti, nascoste tra siepi, piante e fitta vegetazione, ecco spuntare, una dietro l’altra, le più scenografiche fontane. Tra queste, vi sono le Cento Fontane – così chiamata per i suoi cento (e più) zampilli – che fiancheggia un lungo viale che attraversa il giardino; la Fontana dell’Ovato, così chiamata per la sua forma ad esedra ovale e definita per la sua bellezza, la “regina delle fontane”; la Rometta, con al centro la raffigurazione della dea Roma in trono insieme ad altre sculture che sono un chiaro riferimento alla Capitale (una nave romana, la Lupa, Romolo e Remo). Al centro del parco troviamo invece la Fontana dei Draghi, che secondo la leggenda fu realizzata in una sola notte da Pirro Ligorio per onorare la visita il giorno dell’inaugurazione di papa Gregorio XIII Boncompagni, il cui stemma di famiglia era appunto il drago!

E’ però anche detta la Girandola, perché in passato un complesso meccanismo doveva riprodurre con l’acqua una velocissima serie di scoppi e spari, quasi fossero dei fuochi di artificio. Dopo la morte del cardinale, i discendenti non abbandonarono la residenza e si dedicarono ad importanti lavori di sistemazione, tra cui l’aggiunta nel Seicento della Fontana del Bicchierone – così chiamata perché costituita da due calici dentellati sovrapposti e sorretti da una conchiglia – realizzata da Gian Lorenzo Bernini e ancora la cascata della Fontana dell’Organo, così chiamata per il portentoso meccanismo ad acqua presente al suo interno che fa udire il suono di un organo, ancora oggi funzionante! I giardini inoltre furono ulteriormente abbelliti con sculture e statue preziose, posizionate a coronamento dei viali e degli slarghi, andate purtroppo perdute nei lunghi anni di abbandono che segnarono la storia della villa quando passò di proprietà degli Asburgo. Il secolo scorso infine Villa d’Este divenne proprietà statale e iniziò così il suo lento ma importante recupero con grandi interventi di restauro che riportarono l’antico edificio al suo più alto splendore!

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