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“The little child (il bambino che è in te)”: l’emozionante cortometraggio di Natale di Michele Pastrello

Questo Natale incontra il tuo fanciullo interiore.

Perché noi siamo l’enigma che nessuno decifra. Siamo la fiaba racchiusa nella nostra immagine.” con questa frase dello scrittore norvegese Jaime Gaarder comincia il microfilm emozionale The Little Child in cui il contesto natalizio incrocia una tematica esistenziale importante. L’argomento al centro di queste video sognante è il fanciullo interiore: di Fanciullo Interiore ne parlò C.G.Jung nel 1922, legandolo ad un concetto di nascita e rinascita dell’io. Successivamente nei decenni la psicologia contemporanea ha sviluppato ed evoluto gli spunti di Jung (James Hillman, ad esempio), riflettendo sull’intelligenza emotiva “parallela” del bambino interiore in noi, qualcuno direbbe la voce del nostro inconscio. Una voce che, se non conosciuta e curata, ci può portare a condizionare il nostro presente in base a paure o dinamiche irrisolte concernenti la nostra infanzia che si riechegghiano nel tempo.

Noi lo conosciamo il nostro “bambino interiore”? Sappiamo prendercene cura? Quali sono i suoi blocchi che si riverberano su di noi? The Little Child (il bambino che è in te) racconta la storia allegorica e fiabesca di un viaggio (interiore) di un uomo adulto che si ritrova in un misterioso bosco. Arriverà ad un piccolo Castello e si imbatterà in tre Guardiani (nei titoli di coda nominati ‘mental blocks’) che lo lasceranno momentaneamente entrare. All’interno l’uomo incontrerà un bambino che sembra quasi attenderlo. Il bambino vive dentro una dimora di legno con atmosfere natalizie dove però – benché si senta al sicuro – non è capace né di uscire né di “andare oltre”, come un prigioniero. Ma qualcosa in questo nuovo incontro tra adulto e bambino cambierà il percorso delle cose.
Perché una fiaba per raccontare questo tema delicato? Perché le fiabe, al di là del racconto sognante, celano esperienze di vita in chiave simbolica importanti da svelare – racconta il regista – e cito Marie Louise Von Franz che nel suo volume Le fiabe interpretate sosteneva “Al di sotto della superficie delle nostre vite quotidiane esiste uno strato della mente dove gli eventi scorrono proprio come nelle fiabe. I grandi miti emergono e si sviluppano a partire da tale livello per poi ridiscendere nuovamente nel profondo dell’inconscio e trasformarsi in fiabe”.
Ecco il Video:

“Michele Pastrello è un regista italiano sui generis: il suo cinema è crossover, pop, fantasy, algido eppure emozionante.” WIRED
Guardate i video di Pastrello, è tempo speso bene.” GLI STATI GENERALI
Esistono sentimenti e stati di coscienza che solo la musica e l’immagine sanno evocare, come nelle visioni di Pastrello.” GQ 
Pastrello sembra intenzionato ad astrarre la materia delle sue storie verso una forma che non ha paura di lambire un decoupage quasi “pubblicitario” sulle immagini, e una impalcatura incrociata da videoclip, per far sgorgare emozioni e sensazioni che vibrano sottopelle quasi in opposizione alla simmetria geometrica dell’impianto.” SENTIERI SELVAGGI
 

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