Chiesa e Convento della Trinità dei Monti: quinta scenografica di piazza di Spagna a Roma

Scopriamo insieme uno dei luoghi più visitati ed affascinanti di Roma: la Chiesa e il Convento di Trinità dei Monti.

A cura di L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Tra le piazze più spettacolari di Roma, merita certamente una menzione piazza di Spagna, impreziosita nel suo centro dalla fontana della Barcaccia, opera di Pietro Bernini, padre del più celebre Gian Lorenzo. Ciò che però sicuramente attira l’attenzione è la monumentale scalinata che si conclude in alto con la chiesa ed il convento della Trinità dei Monti.

Ma il fascino di piazza di Spagna non è però frutto di un progetto unitario ma è il risultato di ben tre secoli di interventi: la chiesa risale infatti al Cinquecento, la fontana al Seicento, mentre la scalinata fu concepita solo nel Settecento!

La Chiesa della Trinità dei Monti è così chiamata perché svetta in tutta la sua imponenza sopra al Pincio, una delle alture più famose di Roma. Emblema della Francia – come anche in parte la scalinata sottostante impreziosita dallo stemma araldico del giglio – presenta anche nella sua architettura esterna gli influssi tipici di questa nazione. Fu edificata per volere del re francese Carlo VIII come riconoscimento al fondatore dell’ordine dei Minimi, San Francesco da Paola, che aveva assistito il padre, re Luigi XI, negli ultimi momenti di vita. Nel 1495 papa Alessandro VI Borgia autorizzò la costruzione della chiesa e del convento che fu quindi affidato ai Minimi, tutti di origine francese, come prevedeva la regola dello stesso fondatore. La prima pietra venne posta nel 1502 ma i lavori furono più volte interrotti – come nel 1527 a causa del Sacco di Roma dei Lanzichenecchi – venendo quindi inaugurata quasi un secolo dopo, il 9 Luglio del 1594.

La sorpresa più grande a livello artistico non è tanto nella chiesa (seppure adorna di importanti opere d’arte), ma nei due corridoi dell’annesso convento. Qui infatti due frati Minimi, nonché eccellenti pittori, Emmanuel Maignan e Jean François Nicéron, realizzarono nel XVII secolo alcuni affreschi con sbalorditive anamorfosi, un effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto originale riconoscibile solamente guardandolo da una posizione precisa. Se si guardano frontalmente infatti, le pitture rappresentano dei paesaggi, l’uno con scene tratte dalla vita di San Francesco da Paola e l’altro di San Giovanni Evangelista, ma se li si osserva lateralmente raffigurano invece unicamente le figure enormi dei due santi!

Fonte foto www.newsgo.it

Chiesa e Convento rimasero scollegati dalla sottostante piazza di Spagna fino al 1723, quando durante il pontificato di Innocenzo XIII, si decise di realizzare un vero e proprio collegamento: fu l’architetto romano Francesco De Sanctis ad occuparsi del progetto di costruzione della celebre scalinata in grado di superare il dislivello tra il Pincio e la sottostante piazza di Spagna. Edificata in bianco travertino, la scalinata è composta da una serie di rampe (undici in tutto), ognuna formata da dodici scalini che si dividono e si riuniscono, mutando continuamente direzione.  Una serie di balaustre  accompagna le rampe, interrompendo il forte dislivello e funzionando da punto di sosta in cui poter godere di un affaccio panoramico incantato.

Sulla sommità della scalinata fu posto l’Obelisco Sallustiano, così chiamato perché adornava in epoca romana i lussureggianti Horti di Sallustio, non lontano oggi dalla Stazione Termini. Una curiosità: le sue iscrizioni furono appositamente realizzate in epoca imperiale da maestranze romane, copiando un po’ alla buona i geroglifici incisi sugli altri obelischi originali, rendendo di fatto indecifrabile l’intera iscrizione!

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Bibliografia:

– Guida d’Italia. Roma, Touring Club Italiano

– Paolo di Lazzaro e Daniele Murra, Anamorfosi nell’arte: l’affresco di San Francesco Di Paola a Trinità dei Monti, Roma; online su https://www.academia.edu/

 

 
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