Vincent van Gogh: i dipinti ritrovati a Napoli

di Fabio Strazzullo

I due dipinti a olio su tela di piccolo formato risalgono alla prima stagione pittorica dell’artista olandese:

La spiaggia di Scheveningen prima di un temporale (36,4 x 51,9 cm.)

È uno dei due soli dipinti a tema marino che Van Gogh dipinse durante il suo soggiorno all’Aia, in Olanda.  Dalla lettera scritta al fratello Theo il 26 agosto 1882 apprendiamo che l’artista andava quotidianamente sulla spiaggia di Scheveningen per osservare e dipingere la tempesta che creava non solo onde alte e impetuose, ma anche un forte vento che non gli permetteva di stare in piedi. Di fatto, la presenza di granelli di sabbia attaccati alla pittura utilizzata sulla tela sono la prova che Van Gogh abbia davvero dipinto all’aperto sebbene le condizioni atmosferiche di quei giorni non lo permettessero. La tela rappresenta, con tratto semplice figure su piani sovrapposti che osservano il mare in tempesta. Gli unici oggetti che si notano sono una barca ormeggiata alla riva con la prua rivolta verso la spiaggia e un carretto trainato, forse da due cavalli bianco e nero. Ciò che colpisce sono le pennellate decise che mostrano come Van Gogh abbia iniziato ad acquisire uno stile marcatamente individuale rispetto alle nature morte realizzate negli anni precedenti. Le nuvole spinte dal vento sono ben riuscite e le onde del mare sono suggerite dal colore spremuto direttamente dal tubetto e modellato delicatamente col pennello sulla tela. Il dipinto, sebbene Van Gogh lo considerò mediocre e pieno di errori, lo portò con sé quando partì dall’Aia alla volta di Nuenen e quando poi partì per Anversa nel 1885, lo abbondò insieme ad altri lavori. Ricomparso nel 1905 in una vendita all’asta, venne acquistato dal collezionista olandese Peletier ed ereditato dalla figlia di questi Elizabeth che lo donò, prima della sua morte, allo stato olandese perché confluisse nel Museo Van Gogh di Amsterdam.

Una congregazione lascia la Chiesa riformata di Nuenen (41,5 x 32,2 cm.)

È del 1884 e risale al periodo in cui Van Gogh si trasferì dai genitori a Nuenen, un piccolo villaggio contornato da magnifiche foreste e praterie nel Brabante (una provincia dei Paesi Bassi), per prendersi cura della madre che si ruppe il femore. Rappresenta la Chiesa della congregazione locale riformata, dove il padre di Van Gogh amministrava il culto dal 1882. È importante, perché oltre ad essere uno dei primi quadri realizzati con una minuziosa accuratezza, è anche l’unico a conservare il telaio originale, sul quale si notano alcune tracce di colore, a dimostrazione del fatto che l’artista lo usava per pulire i pennelli. Stando sempre a una lettera al fratello Theo, il dipinto era un regalo alla madre durante la convalescenza, per questo è considerata un’opera biografica dell’artista e ciò che colpisce è che oltre la descrizione nella lettera, Van Gogh fece anche un piccolo schizzo del soggetto, dove si nota un piccolo ripensamento che nel dipinto finale manca. Si tratta di un contadino con vanga in primo piano, che venne sostituito da un gruppo di otto fedeli in primo piano e un altro gruppo in uscita dalla Chiesa. Dalle analisi emerge, che gli alberi intorno e le siepi invernali divennero autunnali con tonalità meno cupe e tendenti al verde chiaro, arancione, rosa e ocra attraverso pennellate più rapide e sciolte. Il dipinto rimase alla madre fino alla sua morte, passò alla figlia Anna che lo lasciò in eredità a sua figlia Sara de Jong-van Houten e successivamente acquistato nel 1958 dalla Vincent Van Gogh Foundation.

Nel dicembre 2002, entrambi i dipinti furono sfortunatamente rubati da due ladri nel museo Van Gogh di Amsterdam, calandosi con una fune dalla finestra della sala dov’erano esposti. Scovati, non collaborarono per il ritrovamento. Dopo ben 14 anni di ricerche, a settembre 2016 sono stati ritrovati dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli in un casolare di Castellammare nel corso d’indagini sulla camorra. I dipinti sono stati, infine restituiti al museo Van Gogh e temporaneamente esposti, prima del loro rientro ad Amsterdam, al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.

Fabio Strazzulo e i Van Gogh esposti a Capodimonte

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BIBLIOGRAFIA CONSULTATA PER LA REDAZIONE DI QUESTO ARTICOLO:

  • V. Van Gogh, Lettere a Theo, Guanda, 2009
  • Catalogo della mostra “Van Gogh. I capolavori ritrovati”, Electa, 2017
 

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