Tesori di Napoli: La Cappella del Succorpo nel Duomo

di Fabio Strazzullo

Detta anche confessione di San Gennaro o cappella Carafa, fu costruita in stile rinascimentale sotto l’altare maggiore del Duomo di Napoli nel 1497. Vi vengono trasferite, dopo un’operazione militare, le ossa di San Gennaro, prelevate dal cardinale Oliviero Carafa stesso da Montevergine.

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La cappella è estremamente ambiziosa, perché è scavata sotto l’abside molto instabile, inoltre dal punto di vista religioso è intesa come una “confessio”.

L’ambiente è rettangolare, a tre navate scandite da colonne antiche riportate anche sulle pareti con paraste e capitelli ionici e con nicchie laterali che si specchiano frontalmente. Tutto termina in una scarsella, che accoglie le reliquie del Santo e la statua in marmo del cardinale Oliviero in preghiera nella navata centrale. Le finestre sono oblique per far entrare quanta più luce possibile.

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Elemento più ancora ambizioso è, invece il soffitto: in marmo piano cassettonato (primo nel suo genere) con un progetto iconografico preciso con la Madonna, i Padri della Chiesa e i Patriarchi della Chiesa di Napoli racchiusi in clipei. L’accesso è possibile mediante due rampe di scale semicirocolari poste sul transetto del Duomo, in linea con l’abside. Inoltre, per reggere un soffitto così pesante fu ideato un sistema di volte nascoste, che scaricano il peso lateralmente.

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