René Lalique e il gioiello Art Nouveau: quando la natura incontra l’arte

di Laura Corchia

Negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento si assiste, nell’intera Europa, ad una rinascita dell’interesse nei confronti delle arti applicate, grazie anche alla nascita del movimento inglese denominato Arts and Crafts  (“arti e mestieri”), una sorta di difesa dell’artigianalità nei confronti dell’industrializzazione che si va affermando proprio in quel periodo.

Arte e industria non percorrono però binari separati, ma si fondono in un modo nuovo di fare artigianato, proteso verso la produzione di oggetti esteticamente belli, alla portata di tutti ma non per questo prodotti in serie. L’Art Nouveau, fenomeno artistico di breve durata, dilaga in tutta Europa e pervade tutti i settori della figurazione: dai manifesti pubblicitari all’arredamento, dall’arredo urbanistico alla gioielleria.

Gioiello-Pavone, 1898, oro, smalti, opali e diamanti, h. 9,2 cm, lungh. 19 cm.<

br />Museo Calouste Gulbenkian Lisbona.

E’ proprio in questo settore che si afferma René Lalique, raffinato orafo francese. Nato nel 1860, lavora per Cartier e disegna gioielli anche per l’attrice Sarah Bernhardt.

I monili progettati da Lalique raffigurano principalmente elementi tratti dal mondo naturale e nudi femminili, e si distinguono per l’uso dei materiali più disparati: oro, corno, avorio, smalto e vetro. Animali, insetti, pesci e piante sono magistralmente riprodotti con grande verosimiglianza, resi con le linee morbide e fluide tipiche dell’Art Nouveau.

Colpito dalla seducente brillantezza dello smalto, Lalique lo impiega largamente. I suoi pezzi sono il frutto di un sapiente utilizzo di materiali e strumenti. Al pari di uno scultore, l’artista disegna, cesella, smalta e modella, accostando bronzo e diamanti, pietre dure e cristalli, oro o argento e avorio.

Gioiello- Libellula, 1897, oro, smalti, pietre di luna e diamanti, h. 23 cm, lungh, 26,6 cm.
Museo Calouste Gulbenkian Lisbona.

Tra i suoi pezzi più riusciti vi è una spilla a forma di Libellula, commissionata da Calouste Gulbenkian. Se si osserva l’oggetto nel dettaglio, ci si accorge che esso è la sintesi di vari elementi, frutto della fantasia dell’artista. Presenta il busto di una donna e il corpo di un animale che rievoca un pesce e che allunga degli artigli che si incrociano con le ali.

Lalique artigiano e artista, ideatore e creatore, artefice capace di conferire ai suoi monili un soffio di vita: leggeri come il battito di ali di una farfalla o l’agitarsi di una foglia al vento, preziosi come opere d’arte che attraversano il tempo e lo spazio.

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