Mudgett: L’arte che nasce e muore sulla tela

di Fabio Strazzullo

“Mi approccio ad ogni nuovo lavoro allo stesso modo di un soldato che sta andando in battaglia, la posta è davvero alta. La mia arte vive e muore sulla tela e tocca a me trionfare sulla mia insicurezza e paure ed essere vincitore.”

L’opera d’arte di Christopher Mudgett è esclusivamente riguardante le relazioni. L’arte utilizzata come mezzo per esaminare i suoi pensieri più profondi, sogni e desideri, gli ha dato un maggior senso di sé stesso, della sua umanità e vita nella società moderna.

Sin da giovane, Mudgett ha dimostrato un forte interesse per l’arte. All’età di nove anni ha visitato la Barnes Collection a Dallas, dove ha avuto un primo assaggio di cosa fosse possibile nella pittura. Il suo primo incontro con i grandi maestri come Van Gogh, Cézanne e Picasso gli ha aperto gli occhi sulla possibilità di cosa l’arte possa fare, non solo per lo spirito umano, ma anche come via di trasformazione delle idee astratte in qualcosa che può essere universalmente condiviso e compreso. Comunque, il suo viaggio all’interno del mondo delle arti visive non comincia prima del 2011, dopo 15 anni di carriera nella musica, quando sentì che necessitava di un’immediata e diretta forma di auto espressione per soddisfare i suoi impulsi creativi. Il suo lavoro è spontaneo. Mudgett dice:

“La pittura non è intesa come illustrare un disegno, ma permette al medium (pittura ad olio) di parlare per sé.”

Come già detto, egli vede l’inizio di ogni nuovo lavoro allo stesso modo di un soldato che sta per andare in guerra, la posta è davvero alta. La sua arte vive e muore sulla tela e lo ispira a trionfare sui suoi dubbi e le paure per essere vincitore. Mudgett trae la massima inspirazione dalla vita stessa. Le persone con cui si tiene in contatto, le idee e pareri che sono vicine alla sua anima, l’amore nel suo cuore e i dubbi e le paure che lui ha di sé stesso.

La bellezza intorno a lui, il dolore umano e la sofferenza, l’amore e la lussuria inspirano tutte le sue creazioni. In sintesi, si potrebbe dire che il tema principale dei suoi lavori è la società, indirettamente. Creando opere d’arte che interpretano il mistero della vita, Mudgett sente di scoprire involontariamente le nostre ragioni in quanto società e nella nostra umanità in quanto interezza. Ogni nuova opera d’arte che lui crea è solo una piccola parte del grande puzzle e scoprirne il significato può aiutare gli altri nel capire meglio sé stessi e i tempi in cui noi attualmente esistiamo.

Ovviamente, Mudgett non decide deliberatamente sui soggetti del suo lavoro. Essi sono tra quelli più coerenti nella sua mente, o quelli presi dalla vita di tutti i giorni che stanno nei suoi pensieri e occasionalmente appaiono nei suoi sogni. L’arte è perciò uno sguardo interiore di un’anima e conseguentemente la manifestazione esterna del nostro essere. Osservando alcuni dei suoi dipinti, tre esempi dei quali mostrano una forte presenza di colori bianco e nero, e il motivo e il significato di questo stile monocromatico non è puramente estetico. Per lui, il bianco e il nero, due estremi opposti dello spettro visivo, rappresentano la dualità che l’uomo vive nella sua vita:
-la notte/il giorno,
-il buono/il cattivo,
-l’amore/l’odio,
-il giusto/sbagliato ecc.
Mudgett è costantemente tirato e spinto in entrambe le direzioni.

“La dualità è la nostra esistenza, non puoi avere un estremo senza la presenza dell’altro. Noi siamo un prodotto di queste opposizioni e sebbene qualche volta queste due forze si respingono l’un l’altra, possono essere attratte dalla natura.”

Le forme e i volumi dei soggetti rappresentati sono ridotti alla semplicità. Linee continue o volumi geometrici di chiara ascendenza cubista, tipica di Picasso e Braque. Per Mudgett, i due maestri hanno scoperto un linguaggio visivo nel quale egli si identifica personalmente. Lo scopo del suo lavoro, comunque, da un punto di vista tecnico, è di espandere la loro scoperta senza mai ripercorrere i passaggi che sono stati già fatti. In aggiunta a questi grandi pionieri del Cubismo, tra i suoi pittori favoriti troviamo Klee, Bacon, Mirò, Moore, Modigliani, Twombly, De Kooning e Van Gogh. Precedentemente al 2016 esponeva frequentemente con l’aiuto di altri curatori e galleristi specializzati nel campo curativo e organizzativo delle esposizioni, ma recentemente ha posto più enfasi nella creazione del suo lavoro piuttosto che sulle presentazioni pubbliche. All’inizio del 2017, Mudgett ha preso del tempo libero dalle esposizioni e le prossime mostre saranno organizzate in Europa dall’inizio dell’estate 2018. Per lui, l’Europa è stupenda. È stato fortunato ad andarci per un paio di volte negli ultimi due anni e non è stato a corto di sorprese: la storia, la cultura e le persone hanno realmente regalato a lui un’esperienza straordinaria e memorabile. Tra le altre cose, il suo desiderio è di vivere e lavorare a Parigi e Roma nei prossimi 10 anni. Per quanto riguarda l’Italia, ci è stato solo una volta, visitando Firenze e Bologna. è stato tutto quello che poteva immaginare, rimanendo particolarmente impressionato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, dove per la prima volta ha visto il famoso David di Michelangelo. La bellezza della cultura italiana lo ha ispirato molto, specialmente le opere del Rinascimento (principalmente le sculture). L’artista, infatti, si immerge continuamente nelle opere dei vecchi maestri italiani, e i suoi favoriti sono Caravaggio, Da Vinci e Michelangelo, nella speranza di distillare parte dell’essenza della loro grandezza per la sua arte. Come sopra citato, prima del 2017 ha fatto molte esposizioni negli Stati Uniti, tutte impostate in Gallerie o Fiere d’Arte, e attualmente alcune delle sue opere sono presenti in collezioni private in tutto il mondo, incluse Nord e Centro America, Gran Bretagna, Singapore, Danimarca, Spagna, Germania, Francia e Cina. Quando era un artista relativamente emergente, Mudgett sentiva che questo era l’unico modo per ottenere visibilità. Ora che ha avuto quelle esperienze e sta continuando, è entusiasta su ciò che il futuro ha in serbo. Per quanto riguarda le mostre relative alle sue opere, possiamo vedere molto di più attraverso i canali social così come i tour pop-up e altre cose interessanti all’orizzonte.


In ultima analisi, chiedendogli del suo scopo nella vita, mi ha risposto: “Il mio obiettivo come artista è quello di vivere ogni giorno con occhi nuovi, una mente aperta, una passione ardente nel creare, e a un desiderio senza fine di imparare. Perché per me, essere un artista ed essere me stesso sono una cosa sola. Non ho avuto scelta. Essere un artista, condividere la mia passione, è stato scritto nelle stelle molto prima che venissi messo su questa terra, ora il mio unico desiderio è di realizzare il mio destino.”

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Bibliografia
-Conversazione con l’artista Christopher Mudgett
-Sito ufficiale dell’artista: www.Mudgett.co
-Profilo Instagram ufficiale dell’artista: christophermudgett

 
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