Marc Chagall: il volo di due anime nel magico cerchio dell’amore

di Laura Corchia

“Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo”.

Marc Chagall

Un volo d’amore, le dolci e malinconiche note di un violino. Una mano che stringe l’altra, un volto che sfiora l’altro. Leggerezza e profumo di felicità.

Scrive Marc Chagall: “Chi è? Ho paura. No voglio conoscerla, avvicinarmi a lei. Ma già sta congedandosi da Thea. Mi guarda appena e se ne va. Usciamo, Thea e io, a passeggio. Sul ponte la incontriamo di nuovo. E’ sola. Completamente sola. Bruscamente sento che non è con Thea che dovrei essere ma con lei! Il suo silenzio è il mio. I suoi occhi, i miei. E’ come se mi conoscesse da sempre, come se sapesse tutto della mia infanzia, del mio presente, del mio avvenire; come se vegliasse su di me, mi capisse perfettamente, sebbene la veda per la prima volta. Sentii che era lei la mia donna. Il suo colorito pallido, i suoi occhi. Come sono grandi, tondi e neri! Sono i miei occhi, la mia anima. Thea mi parve indifferente, straniera. Sono entrato in una casa nuova e non ne sono più uscito.”

Queste parole sono rivolte a Bella, la donna della quale si innamora e che diventerà sua moglie nel 1915. Questo amore così puro gli ispira una serie di opere che hanno come soggetto il tema del volo, inteso come sensazione che avvolge due anime e le porta in alto, dove niente e nessuno le potrà mai raggiungere.

“Morirai, figlia mia, insieme a lui; perirai per niente. Per di più è un artista. Che cos’è? E che dirà la gente?…”. Così su di me discuteva la famiglia della mia fidanzata; e lei mattina e sera portava nel mio atelier i dolci pasticcini fatti in casa, del pesce ai ferri, del latte bollito, varie stoffe decorative, perfino delle tavole che mi servivano da cavalletto. Io aprivo soltanto la finestra della stanza e l’aria azzurra, l’amore e i fiori entravano con lei. Tutta vestita di bianco o tutta in nero lei vola da molto tempo attraverso le mie tele, guidando la mia arte. Non finisco quadro o incisione senza chiedere il suo “si” o “no”. 

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Autentico manifesto della felicità trovata accanto alla moglie, La Passeggiata è espressione di una gioia sconfinata. I due innamorati sono raffigurati durante un piccolo pic nic nelle campagne di Vitebsk. Sull’erba verde è posata una tovaglia con un bicchiere e una bottiglia di vino. Bella indossa un abito carminio mentre si libra in volo, trattenuta dal suo amato Marc. Il suo corpo si lascia trasportare dal vento come un aquilone, mentre nell’altra mano stringe un uccellino.

Marc Chagall, Gli amanti in blu
Marc Chagall, Gli amanti in blu

Ne Gli amanti in blu del 1914, i personaggi si fondono nell’azzurro del cielo notturno, che costituisce quasi la materia viva del loro sentimento. Il colore ha una vera e propria potenza narrativa in quanto spiega la forza del sentimento passionale, dell’abbraccio, di cui si scorgono le impronte sui volti che per il loro carattere archetipico si trasformano in maschere. L’applicazione della tempera sul supporto di carta incollata al cartone crea una superficie. Bella accarezza il volto di Marc, gli occhi chiusi, le bocche stanno per sfiorarsi. I due innamorati, chiusi nel magico cerchio dell’amore, sono distanti dal mondo che li circonda.

Chagall ok

Ma il vero giorno in cui Marc spiccò il volo fu il giorno del suo compleanno. Bella, nel suo libro, racconta che, mentre decorava la stanza con dei fiori per il compleanno del marito, Chagall le chiese di fermarsi perché voleva ritrarla: “Non muoverti, resta dove sei… Non riesco a stare ferma. Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all’indietro e fai girare la mia. Mi sfiori l’orecchio e mormori…” 

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