Marc Chagall, colori per sognare. Le illustrazioni per le fiabe di La Fontaine

di Laura Corchia

Correva l’anno 1923. Marc Chagall era al culmine del suo successo: i suoi dipinti, dallo stile fiabesco e unico, erano ricercati e apprezzati dalla critica. Vollard, editore lungimirante e dal gusto finissimo, gli commissionò le tavole per illustrare il testo a stampa dei racconti di Gogol. Animato dall’entusiasmo che caratterizzava la sua personalità, Chagall si gettò a capofitto nell’impresa e, appena portato a termine il lavoro, ricevette una nuova commissione: illustrare le fiabe di La Fontaine. Così, al bianco e nero delle litografie di Dorè si accostarono le variopinte ed oniriche gouaches di Chagall, l’unico artista che, secondo Vollard, era capace di sintetizzare l’opera di La Fontaine e di dare una interpretazione meno letterale.

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Scrittore e poeta francese, Jean de La Fontaine (Château-Thierry, 8 luglio 1621 – Parigi, 13 aprile 1695) scrisse due raccolte di fiabe ispirate spesso da quelle di Esopo e di Fedro. Hanno come protagonisti gli animali, che simboleggiano i difetti, i vizi e le virtù dell’umanità: È dunque la commedia umana che La Fontaine vuole rappresentare attraverso queste piccole maschere, figurine tratteggiate con fine e garbata ironia. Questi testi contengono anche molti riferimenti critici e ironici al potere. La morte è uno degli elementi ricorrenti nelle Favole, in associazione al diritto del più forte, senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli infelici. Forse una delle morali complessive delle Favole è l’accettazione completa della natura umana.

Marc Chagall 1887-1985 - Tutt'Art@ (18)

Letteratura ed arte si ritrovano così, forse per la prima volta, a viaggiare sullo stesso binario e a produrre esiti di grande portata innovativa. L’arguzia della penna e il tocco onirico del pennello creano lupi e agnelli blu e gialli, cavalli e asini lilla e rossi, topi ed elefanti descritti attraverso tutti i colori dell’arcobaleno. Tra il 1926 ed il 1927, il grande artista russo decise di di dar vita a un ciclo di quadri dedicato alle storie del celebre maestro francese da esporre in tre mostre europee: Berlino, Bruxelles e Parigi. Le tre mostre, che esposero complessivamente un centinaio di tavole, ebbero un immediato successo, tant’è che tutte le opere trovarono subito un acquirente diverso, e s’inabissarono nei meandri delle collezioni private, lungo le strade del mondo. Di quello straordinario incontro tra l’arte e le lettere si perse dunque memoria.

Quei «favolosi» animali, un po’ alla volta, cominciarono a uscire dalla tana quando, negli anni Quaranta, la fama di Chagall divenne di portata internazionale e alcuni musei, in testa il MoMa di New York, allestirono le prime retrospettive a lui dedicate.

Marc Chagall 1887-1985 - Tutt'Art@ (8)

Le fiabe di La Fontaine sono il risultato della grande tecnica incisoria con cui Chagall volle rappresentare quelle ‘sempre verdi’ favole scritte nel secolo diassettesimo. Un miracolo di cultura intreccia il poema che esplode nell’arte illustrata di Chagall: è un mondo al limite dell’animale e dell’umano ciò che emerge al nostro sguardo. In queste acqueforti Chagall ama mettere l’accento sulla componente mitologica e universale della favola, così come sull’umanità di certi animali le cui espressioni ed atteggiamenti ricalcano quelli umani: i grandi temi illustrati sono l’amore, la morte, la follia, temi antitetici che si incontrano e si scontrano come in un ossimoro petrarchesco. Ciò che colpisce nell’illustrazione di queste favole è la padronanza con la quale Chagall posiziona i personaggi: le figure sembrano stagliarsi sul foglio come per dominarlo, alla maniera della scrittura ebraica -dove appare particolarmente preciso il senso della pagina- e delle icone russe che sono ancora fra i ricordi della sua infanzia e della sua adolescenza. Ancora una volta Chagall riesce a stupire con le sue suggestioni, portandoci alla scoperta del mondo con l’animo di un bambino.

 

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