La Rosa nei dipinti: fiore sacro a Venere e attributo di Maria

di Laura Corchia

Fiore sacro a Venere, attributo delle Grazie e di Maria, la rosa simboleggia l’amore. Narra il mito che, dalla schiuma del mare, da cui Venere nasce, spunta un cespuglio spinoso che, irrorato dal nettare degli dei, fa fiorire le rose bianche.

Nella tradizione cristiana, l’immagine di questo splendido fiore è associato al tormento subito dai martiri. Un’antica leggenda narra che, prima della caduta dell’uomo, la rosa non aveva spine. Proprio per questa ragione, la Vergine è detta “rosa senza spine”.

La cultura figurativa ha assimilato la tradizione e a sviluppato l’iconografia della Madonna della pergola o Madonna della rosa. In entrambi i casi, la Vergine e il Bambino sono raffigurati sotto un pergolato di rose oppure nei pressi di un cespuglio di questi fiori.

Stephan Lochner, Madonna del pergolato di rose, 1450 ca

Stephan Lochner, Madonna del pergolato di rose, 1450 ca

Una delle opere più belle in cui compare questa iconografia è la Madonna nel pergolato di rose, dipinta nel 1450 da Stephan Lochner. Al centro del piccolo olio su tavola è assisa la Vergine con in grembo il piccolo Gesù. Sullo schienale del trono si arrampicano piccole rose. Il gruppo è sormontato dal busto dell’Eterno Padre. Le due figure sacre sono attorniate da una piccola schiera di angeli musicanti e poggiano su un tappeto formato da piante di fragola, il cui rosso evoca la Passione di Gesù. Il gruppo di angeli posto sulla destra ha in mano un cesto con delle mele e le porge al Bambino: si tratta di una chiara allusione al peccato originale.

Autore ignoto, Dittico Wilton, 1395-1399 circa

Autore ignoto, Dittico Wilton, 1395-1399 circa

Le rose compaiono anche nel Dittico di Wilton House, di circa cinquantanni anteriore rispetto alla Madonna di Lochner. Qui i rimandi simbolici sono più fitti ed intriganti. L’opera chiusa mostra un cervo bianco, con una corona al collo, disteso sul prato sopra rami di rosmarino. Il rosmarino è un emblema araldico. Aperto, il dittico mostra sinistra re Riccardo II di Inghilterra inginocchiato in preghiera e accompagnato da San Giovanni Battista e da Sant’Edoardo. Il suolo su cui poggiano è spoglio e roccioso, allusione alla terra su cui viviamo, in contrasto con il giardino fiorito in cui si svolge la scena sacra, che invece allude al Paradiso. La Vergine col Bambino è accompagnata da angeli, tutti vestiti di blu e tutti contrassegnati sulla spalla sinistra dall’emblema regale del cervo bianco. Ai loro piedi, rose e iris, simboli rispettivamente della purezza e dei dolori della Vergine.

La rosa è attributo anche, come si è detto, di Venere e delle tre Grazie. Ritroviamo questo fiore in dipinti profani di Rubens, Botticelli, Hans von Aachen e altri.

Rubens, Il giudizio di Paride, 1635-38

Rubens, Il giudizio di Paride, 1635-38

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