La quercia: albero sacro a Giove e attributo della Vergine

di Laura Corchia

Nella mitologia pagana, la quercia era l’albero sacro a Giove. Da sempre adorata per l’imponenza del suo tronco e per il suo legno resistentissimo, finì per diventare l’immagine del vigore fisico e morale.

Nella dottrina cristiana simboleggia l’albero della vita e significa anche salvezza. Con il suo legno fu costruita la croce di Gesù Cristo e, a partire dal Medioevo, si diffuse l’iconografia della Madonna della Quercia. Inoltre, il suo tronco solido, impossibile da piegare, è emblema di forza della fede e di resistenza del cristiano nei confronti delle avversità. Pertanto, è spesso raffigurata accanto ai Santi.

Raffaello Sanzio e aiuti, Sacra Famiglia sotto la quercia, 1518 circa

Raffaello Sanzio e aiuti, Sacra Famiglia sotto la quercia, 1518 circa

Nel 1518, Raffaello con l’aiuto di Giulio Romano dipinse la Sacra Famiglia sotto la quercia. Ai piedi dell’albero, sono raffigurati San Giuseppe, la Vergine col Bambino in grembo e San Giovannino che regge un cartiglio con la scritta Ecce Agnus Dei. Il Bambino guarda la madre rivolgendole un sorriso. San Giovannino poggia un piede sulla culla di giunchi colma di cuscini e morbide lenzuola e tutte le figure sono disposte in diagonale.

Lorenzo Lotto Madonna con il Bambino e i santi Caterina d’Alessandria e Tommaso, 1528 circa

Lorenzo Lotto
Madonna con il Bambino e i santi Caterina d’Alessandria e Tommaso, 1528 circa

Un altro splendido dipinto in cui compare la quercia è stato eseguito da Lorenzo Lotto. La Madonna col Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria e Tommaso, citata per la prima volta nel 1660 quando era già a Vienna nella collezione degli Asburgo, fu eseguita secondo gli studiosi a Venezia attorno al 1528: era destinato alla devozione privata appartenne probabilmente a un raffinato committente, per il quale Lotto produsse un’opera di eccezionale fattura e straordinaria qualità.

Lotto pare ispirarsi alle scene dipinte dall’amico Palma il Vecchio, morto proprio nel 1528. La scena si svolge in uno splendido paesaggio assolato, dominato dalla robusta quercia. Un angelo pone sul capo della Vergine una corona di gelsomino, fiore che generalmente sboccia a maggio e quindi suo attributo. Il Bambino benedicente si rivolge verso i due Santi, identificabili dai loro attributi: la ruota dentata e la lancia.

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