La Madonna del cardellino: il restauro e il “commento sonoro” di Gianna Nannini

Di Laura Corchia

Dipinta da un giovane Raffaello per le nozze di Lorenzo Nasi, la Madonna del Cardellino rappresenta uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte italiana. Un capolavoro “sfortunato”, dal momento che già dopo quaranta anni dalla sua esecuzione venne coinvolto, come testimonia Giorgio Vasari, nel crollo del palazzo in cui era situato.

07207bb45bb4c7f95f66cf74aa35e7e7

L’incidente fu particolarmente funesto: l’opera si spaccò in più parti. Immediatamente si procedette con il restauro e le tavole furono rimontate. Da allora, la sua storia conservativa è stata caratterizzata da una costante sovramissione di materiali, soprattutto patine e vernici impiegate per nascondere gli antichi guasti.

Con il passare del tempo, queste aggiunte avevano conferito al dipinto una colorazione ambrata, calda e, di conseguenza, avevano celato i brillanti colori originari.

Giunto nel Laboratorio di restauro della Fortezza da Basso, il dipinto è stato oggetto di uno studio approfondito, volto soprattutto a comprendere appieno la tecnica pittorica di Raffaello. A tale scopo, si è proceduto con una serie di indagini chimico-fisiche preliminari. La Radiografia X ha rivelato la tecnica di costruzione del supporto e soprattutto l’entità dei danni riportati all’epoca del crollo. La riflettografia IR (realizzata con scanner IR ad alta risoluzione dell’Istituto Nazionale di Ottica Applicata di Firenze) ha poi portato all’individuazione del disegno preparatorio e ha messo in evidenza l’uso dello spolvero come tecnica utilizzata per il trasferimento del disegno dal cartone alla tavola. A indicare chiaramente la presenza di una quantità elevata di vernici alterate al di sopra della superficie pittorica è stata infine la Fluorescenza UV.

Una delle fasi del restauro

Una delle fasi del restauro

La pulitura, eseguita secondo il metodo fiorentino e secondo il metodo selettivo, si è svolta con l’ausilio di un microscopio. In questo modo, le operazioni si sono svolte in maniera attenta ed accurata. La rimozione degli strati alterati ha permesso di recuperale la brillantezza delle cromie originali, soprattutto in corrispondenza del manto della Vergine (realizzato con il prezioso blu oltremare), del paesaggio e del prato che si distende ai piedi delle figure.

Prima e dopo la pulitura

Prima e dopo la pulitura

L’integrazione pittorica è stata effettuata con un tratteggio molto sottile, in modo da essere riconoscibile a distanza ravvicinata.

Il complesso restauro è stato celebrato con un video molto emozionante, in cui le immagini dell’opera si accompagnano alla voce di una cantante dalle singolari doti canore: Gianna Nannini.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

I commenti sono chiusi.