Il piccolo principe: la semplicità in tre forme (d’arte) (II)

di Andrea Soccini

Siamo giunti al secondo articolo di questa trilogia, la trilogia delle “”, ovvero dei cardini alla base del capolavoro letterario di Antoine de Saint-Exupéry: verità, semplicità ed unicità. Vorrei mostrarvi a tal proposito come la semplicità si sia palesata in tutta la sua bellezza nelle varie forme d’arte, in particolar nella poesia, nella pittura e nel cinema, portandovi all’attenzione quelle opere che, secondo il sottoscritto, sono particolarmente interessanti.

« La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità. »
(C. Bukowski, Hollywood, Hollywood!)

Poesia – Lo haiku

Lo haiku è un componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo. Generalmente è composto da tre versi per complessive diciassette more (che sono diverse dalle nostre sillabe!). Questo caratteristico componimento fu per secoli una forma di poesia “popolare” trasversalmente diffusa tra tutte le classi sociali in contrasto alla ben più elaborata poesia cinese o alle costruzioni retoriche dei waka e solamente nel XVII secolo venne riconosciuto come una vera e propria forma d’arte grazie ad alcune opere di famosi scrittori tra cui Matsuo Bashō. Eccone due esempi, rispettivamente di Yosa Buson, Matsuo Bashō e Jack Kerouac:

Tornando a vederli
i fiori di ciliegio, la sera,
son divenuti frutti.

Stanco:
entrando in una locanda
fiori di glicine,

Gli uccelli cantano
nel buio.
– Alba piovosa

Non mi soffermo a scrivere tutti gli elementi caratteristici di questo componimento perché divagheremmo, credo che la lettura di quegli haiku i possano farvi immergere in un’atmosfera unica in soli tre versi e questo, per il momento, basta. Vi prometto che dedicherò un intero articolo a riguardo nell’immediato futuro.

Pittura – Monet

Cito dall’articolo di Laura Balzo: “In questo modo il soggetto, legato alla campagna e ai lavori agricoli, perdeva la sua importanza e qualunque connotato realistico (tra l’altro non vengono mai dipinti, accanto ai covoni, i contadini) e si arrivava a una pittura pura, che fa riferimento a sé stessa.”

mo

Non a caso Kandiskij, di fronte alla vista dei covoni di fieno a varie ore del giorno, disse: “Prima conoscevo soltanto l’arte realistica… Di colpo, per la prima volta, vidi un dipinto. Che fosse un covone, me lo diceva il catalogo. Io non lo avrei riconosciuto. Questa incapacità di riconoscerlo mi angustiò. Avevo sotto sotto, l’impressione che in questo quadro mancasse l’oggetto, e fui sopraffatto dallo stupore e dalla perplessità quando non soltanto mi si impose, ma mi si incise nella memoria, e senza che me lo aspettassi continuò a librarsi, in ogni minimo particolare, davanti ai miei occhi.

L’annullamento del soggetto per rappresentare il colore puro. Potrebbe esistere qualcosa di più semplice?  Comunque per maggiori informazioni potete consultare l’articolo “Gli effetti della luce: Monet e gli impressionisti”, sempre su Restaurars.

 Cinema – Hayao Miyazaki

Molti di voi conosceranno lo Studio Ghibli, “il regno dei sogni e della follia” che da anni ha prodotto capolavori d’animazione (La città incantata; Principessa Mononoke; Porco Rosso ecc.). Se così non fosse, vi consiglio di recuperali.

Il regista di spicco dello studio, nonché suo fondatore insieme ad Isao Takahata, è appunto Hayao Miyazaki.  Potremmo parlare per giorni della sua filmografia, del suo contributo al mondo dell’animazione e molto altro. Vorrei invece consigliarvi un suo film a volte sottovalutato: Ponyo sulla scogliera.

2

Uscito nei cinema nel 2008, e presentato alla Festival del cinema di Venezia, narra la storia di un bambino di cinque anni, Sosuke, che stringe amicizia con un pesce rosso, Ponyo, che sogna di diventare un essere umano. Molti estimatori di Miyazaki temevano che il suo addio al mondo del cinema (dichiarato più volte nel corso della sua carriera e puntualmente ritirato) fosse segnato da un film fin troppo semplice, per tematiche e stile di disegno. Ed è proprio per questo che ho deciso di prenderlo ad esempio. Un ottimo film, coerente con la poetica del suo regista e che può parlare agli adulti senza essere ridicolo ed ai bambini senza essere complicato o noioso.

RIPRODUZIONE RISERVATA

 
Precedente Marc Chagall e la splendida decorazione della cupola dell’Opéra Garnier di Parigi Successivo L’Incontro del paesaggio e della donna in una poesia di Cesare Pavese