Il garofano nell’arte: simbolo di promessa d’amore

di Laura Corchia

Conosciuto con il nome latino Dianthus, deriva dal greco e significa “fiore di Dio”. Questo fiore dai delicati petali era del tutto sconosciuto al mondo antico e secondo le fonti fu importato dalla Tunista nel XIII secolo.

Nell’arte sacra, il garofano può essere raffigurato in mano alla Madonna o a Gesù, allusione alla Passione. Un’antica leggenda medievale narra che le lacrime della Vergine Maria caddero a terra e si trasformarono in garofani quando vide il corpo senza vita del Figlio. Per tale ragione, in Italia Meridionale si usa omaggiare i defunti con questi fiori.

Leonardo da Vinci, Madonna del garofano, 1473 ca
Leonardo da Vinci, Madonna del garofano, 1473 ca

Tra gli artisti che raffigurarono la Madonna del garofano si possono annoverare Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer. In entrambi i casi, Maria offre al Bambino un garofano rosso, simbolo del sangue della Passione e anche del matrimonio mistico tra madre e figlio, cioè Cristo e la sua Chiesa. Ma se il Bambino in Dürer è concentrato a stringere una pera, in Leonardo appare rassegnato. Il suo sguardo rivolto al cielo indica l’accettazione della tragica sorte che lo attende.

Luca Cranach il Vecchio, ritratto di Anna Cuspinian, 1502-03
Luca Cranach il Vecchio, ritratto di Anna Cuspinian, 1502-03

Ma il garofano ha avuto anche un significato più romantico. Secondo una tradizione nordica, la sposa il giorno delle nozze deve indossare un garofano, che in seguito lo sposo dovrà trovare frugando tra i suoi vestiti. In tale accezione, il garofano simboleggia una promessa d’amore e in molti ritratti di area fiamminga è impugnato da uomini e donne. Ne è un esempio il Ritratto di Anna Cuspinian dipinto tra il 1502 e il 1503 da Lucas Cranach il Vecchio. La donna è seduta in un rigoglioso paesaggio. Il cielo, reso con delicate sfumature, è solcato da un cigno che lotta con un’aquila. Si tratta di una citazione da Plinio, secondo il quale il cigno non teme di affrontare l’aquila che lo assale riuscendo spesso a vincere il terribile rapace. Sui rami è appollaiato un pappagallo, attributo della Vergine Maria, che rappresenta un invito alla castità. Tra le mani, il garofano rosso: emblema della promessa di matrimonio.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA

 
Precedente Teatralità, fasto e colore in Paolo Veronese Successivo Dentro l'opera: "Il bar delle Folies Bergères" di Manet