Il Giardino del Paradiso: i mosaici di Santa Prassede

A cura di L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Tra le tante meraviglie che la città di Roma è in grado di presentare al visitatore, proprio alle spalle dell’importante Basilica di Santa Maria Maggiore, vi è la piccola ma preziosa Basilica di Santa Prassede.

Costruita da papa Pasquale I nel IX secolo, la basilica custodisce al suo interno veri e propri capolavori musivi, tra i più straordinari di tutta Roma.

Il pontefice, molto devoto, decise di far trasferire alcune reliquie dalle catacombe presenti in città, per metterle al sicuro e farle più facilmente venerare dai fedeli. Tra queste, decise di far traslare anche quelle di Santa Prassede e Santa Pudenziana, le due sorelle figlie del senatore romano Pudente, vissute all’inizio del II secolo d.C. Fu infatti durante il regno di Antonino Pio che Santa Prassede venne uccisa a causa della propria fede cristiana.

interno

Papa Pasquale I fece quindi disporre le reliquie della santa, insieme a quelle della sorella e di altri martiri, all’interno di alcuni sarcofagi posti nella cripta della Basilica. Ma l’intervento principale a livello artistico effettuato dal papa, fu la realizzazione dei preziosi mosaici nella zona dell’abside e nella cappella di San Zenone.

Il primo ciclo musivo si trova nell’abside e restituisce uno schema iconografico del tutto simile a quello già comparso nel VI secolo con papa Felice IV nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano ai Fori. Cristo, posto al centro tra le nuvole, con aureola e tunica dorata, tiene in una mano un rotolo di papiro; sopra di lui la Manus Dei gli pone la corona del figlio; accanto a lui si scorgono invece Paolo e Pietro, insieme a due donne – Santa Prassede e Santa Pudenziana – e a papa Pasquale I con in mano il modellino della chiesa. Ai loro piedi scorre il fiume Giordano e subito sotto si vedono i dodici agnelli rivolti verso l’Agnello di Dio, posto sul monte del Paradiso da cui sgorgano i quattro fiumi, e ai lati le città di Betlemme e Gerusalemme.

Mosaici abside

Nell’arco absidale e in quello trionfale il tema dei mosaici è l’Apocalisse. Nel primo si scorge il Cristo rappresentato come un agnello all’interno di un clipeo, con accanto quattro angeli in piedi, i quattro veggenti (gli Evangelisti) e i ventiquattro vegliardi (le dodici tribù di Israele e i dodici apostoli). Nel secondo invece,, all’interno di una cittadella fortificata, Gerusalemme, sono rappresentati molti personaggi: al centro il Cristo con tunica rossa, ai lati due angeli, e poi – a destra e a sinistra – Maria, Giovanni Battista, Paolo, Pietro, Santa Prassede e i dodici apostoli. Alle estremità si notano Mosè con le tavole della Legge e Elia insieme a un angelo con un libro in mano, l’Antico Testamento, mentre gli eletti sono posti al di fuori delle mura. Ancora più stupefacenti, se possibile, sono i mosaici della Cappella di San Zenone, fatta erigere da Pasquale I come luogo di sepoltura per l’amata madre Teodora.

Santa Prassede

Già dall’esterno la cappella si presenta molto sontuosa: all’interno di due serie di clipei si distinguono la Madonna con il Bambin Gesù insieme a santi, sia maschili che femminili e ancora il Cristo con i dodici Apostoli. Negli angoli ci sono Mosè ed Elia in alto, due pontefici – forse Pasquale I e Eugenio II – in basso fatti però nel 1800. Ma è una volta superato l’ingresso che l’occhio rimane strabiliato: un trionfo di colori e di oro che non a torto valse alla Cappella l’appellativo di Giardino del Paradiso! Tra santi in trono, scene con la liberazione dagli inferi di Adamo ed Eva da parte di Gesù, figure vegetali e animali, è nella volta che si presenta il vero trionfo. Quattro angeli che sembrano poggiarsi sulle quattro colonne poste negli angoli della cappella, sorreggono il clipeo con il Cristo Pantocratore (benedicente alla maniera bizantina), vestito con una tunica dorata, con nelle mani il rotolo con i sigilli. E non viene difficile annoverare la Basilica di Santa Prassede tra i luoghi più straordinari di Roma!

BIBLIOGRAFIA CONSULTATA PER LA REDAZIONE DI QUESTO ARTICOLO:

  • Paola Gallio, La basilica di Santa Prassede, ed. Monaci Benedettini Vallombrosani Roma
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, ed. Newton & Compton Editori, Roma 2000, pp. 314-315

SITOGRAFIA

 
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