Dipinti o foto? Le opere di Omar Ortiz

di Tiziana Vizzino

Sono dipinti a olio quelli di Omar Ortiz che appaiono come scatti dalla perfezione digitale.

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Il pittore messicano ha fatto dell’iperrealismo la sua cifra stilistica. Il giovane artista deve molta della sua notorietà a internet.  Guardando i suoi dipinti si rimane increduli e spiazzati dalla precisione con cui rende su tela il corpo umano, specie quello delle donne, i suoi soggetti preferiti.

Ortiz si è specializzato nei nudi femminili. Le sue opere sono le donne che ci appaiono in tutta la loro naturale nudità e sensualità. Allarga i suoi orizzonti con opere che si concentrano solo su particolari, come le braccia o le mani. I volti sono spesso nascosti dalle chiome folte in pose sognanti o contemplative.

La sua volontà è quella di imitare la realtà nel massimo della sua forma possibile. Alla classica tecnica del dipinto a olio su tela, Ortiz contrappone la precisione e la perfezione dell’iperrealismo, corrente nata e sviluppatasi in America dalla fine degli anni Sessanta.

Una sorta di richiamo alla modernità con tecniche antiche: il pennello sostituisce la macchina fotografica nella resa della realtà.

Ortiz, come molti pittori contemporanei, non parte da una fotografia, come all’inizio del movimento iperrealista. Il suo è un approccio tradizionale: sulla tela compare prima il disegno che viene poi completato con la pittura a olio. Per realizzare quadri iperrealistici occorre padroneggiare al massimo la tecnica in modo da confondere lo spettatore che dubita di trovarsi davanti a un quadro.

Oggi, abituati alla digitalizzazione della realtà, con la possibilità di immortalare ogni istante con una foto, abbiamo forse perso lo stupore dell’immagine. Portare in pittura la perfezione della fotografia è un modo per spingere le persone a interrogarsi sul mondo e sulla percezione che ne abbiamo. Non sempre quello che appare naturale lo è e non sempre ciò che artificiale è meno vero della realtà.

Le donne di Ortiz sono lì a dimostrarlo.

 

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