I castelli fiabeschi di Ludwig II di Baviera

di Fabio Strazzullo

Chi ebbe un grande interesse per i castelli fu sicuramente Ludwig II, Re di Baviera. Salì al trono appena diciottenne e divenne subito famoso sia per il suo fascino che per la parentela con la celebre imperatrice Elisabetta d’Austria, detta Sissi. Infatti i due erano cugini e insieme condividevano la passione per l’arte e la natura. Tutte le sue energie e finanze furono impegnate nella costruzione di castelli fantastici, vera incarnazione di quel mondo perfetto che ormai pensò di poter trovare solo nelle atmosfere fittizie da lui stesso create. Ludwig si rovinò per costruire questi castelli che ricordavano l’epoca medievale.

Per la precisione si trattava di un Medioevo fiabesco, dov’erano ambientati i capolavori del celebre compositore Richard Wagner, per il quale Ludwig nutriva una grande ammirazione:
-Il castello di Linderhof: i lavori iniziarono nel 1864 dall’architetto Georg Dallmann e si conclusero nel 1879. Il castello è in stile rococò completo di una grotta artificiale chiamata “Grotta di Venere”, dove Ludwig faceva allestire rappresentazioni dell’adorato Wagner. A fare da cornice al piccolo castello sono gli splendidi giardini iniziati nel 1880 decorati da fontane, statue e due padiglioni di gusto orientale, che Ludwig acquistò sia all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867 che a quella di Vienna nel 1873. La sala più innovativa di questo castello è quella da pranzo, dove c’è un tavolo che si apparecchia da solo, ovvero un tavolo che si alza e si abbassa attraverso un sofisticato marchingegno che lo collega alle cucine, in modo che il Re non venisse mai disturbato da valletti e camerieri mentre mangiava.


-Neuschwanstein: situato sulla cima di una collina nel sud della Baviera, è il castello più famoso di Ludwig. Fu concepito sul modello ideale di un castello medievale, ma dotato di tutti i confort che l’epoca garantiva, compresa acqua corrente e riscaldamento centralizzato. Fu fortemente voluto da Ludwig come rifugio personale e omaggio sempre al compositore Wagner, infatti il castello trae il suo nome da Lohengrin, il Cavaliere del Cigno dell’opera di Wagner. Per la sua costruzione, il Re pagò di tasca propria senza accedere al tesoro di Stato. I lavori iniziarono nel 1869 e sarebbero dovuti durare tre anni, ma Ludwig volendo che fosse perfetto continuava a fare cambiamenti al progetto e di conseguenza l’intero castello non fu terminato neanche dopo la sua morte nel 1886. Neuschwanstein è preceduto da un ingresso in mattoni scuri con due torri laterali che contrasta con la superficie bianca di tutto il complesso. Entrati, ci si trova in un cortile disposto su due livelli. Il primo è aperto in modo da consentire la vista del parco, mentre il secondo al quale si accede tramite una scala presenta un prolungamento di forma absidale dove in origine era prevista una cappella (mai realizzata) posta di fronte l’ingresso al castello vero e proprio del lato ovest. L’intera struttura è in stile neogotico, sormontata da torri con tetti poliformici, bifore, pinnacoli e camini ornamentali, mentre il fronte sul cortile d’onore presenta due affreschi con la scena di San Giorgio che uccide il drago. La punta del tetto ad occidente (interna) è decorata con un leone in rame, mentre quella ad oriente (esterna) con la figura di un cavaliere. persino una grotta artificiale. L’interno è bello quanto l’esterno. Sebbene solo 15 stanze fossero state ultimate prima della morte improvvisa di Ludwig, queste erano decorate in modo maestoso e consistono nella Sala del Trono, nella Camera da letto di Ludwig, nella Sala dei Cantori e in una finta Grotta. Nel primo piano, vi erano le stanze amministrative e della servitù. Quelle del sovrano occupavano tre piani, di cui il quarto era quasi completamente occupato dalla Sala dei Cantori di forma rettangolare e decorata con scene tratte da storie di Lohengrin e Parsifal. Questa sala, ovviamente non venne concepita per accogliere le feste da ballo, ma come Sala del Trono. Quest’ultima si trova nell’ala ovest del castello in stile bizantino (per Ludwig la regalità era sacra e questo stile rendeva chiara l’idea) e occupa una parte del terzo e del quarto piano. Preceduta da tre arcate colorate, vi è una scala in marmo di Carrara conducibile all’abside che doveva sovrastare un trono d’oro e d’avorio, mai realizzato perché dopo la morte del Re tutti i lavori previsti non vennero portati a termine. I dipinti, opera di W. Hauschild, raffigurano fra l’altro i dodici Apostoli, sei Re canonizzati ed episodi della loro vita. Al centro dell’abside si vede Cristo con Maria e l’apostolo Giovanni, mentre all’estremità della sala si può ammirare il dipinto rappresentante “La lotta di San Giorgio con il drago”. Per quanto riguarda gli appartamenti reali, questi sono tutti decorati da mobili, affreschi e oggetti vari che riconducono a temi medievali come il Salotto, dopo il quale si trova una finta Grotta in stalattiti e stalagmiti, che faceva da passaggio allo Studio privato del Re. In origine, questa Grotta era fornita di una finta cascata e una serra. Di fronte allo Studio, vi è la Sala da Pranzo dipinta con scene dell’amor cortese e collegata alle cucine sotterranee con un ascensore. Subito dopo si entra nella Camera da Letto del Re, Ludwig aveva una predilezione per le camere da letto sfarzose e per questo quella realizzata a Neuschwanstein in stile tardo gotico è ornata da meravigliosi intagli in legno di quercia posti principalmente sul baldacchino del letto, sul lavabo, sulla colonna centrale e sulla sedia di lettura. Gli intagli ai piedi del letto rappresentano la risurrezione di Cristo ed alludono alla relazione simbolica fra il sonno e la morte. Le tende, le tappezzerie e le coperte in blu bavarese (il colore preferito di Ludwig) sono ornate da ricami rappresentanti lo stemma della Baviera, il cigno ed il leone dei Wittelsbach e fu proprio in questa stanza che Ludwig venne deposto tra l’11 ed il 12 giugno 1886. Neuschwanstein è il castello che meglio descrive lo spirito solitario ed esteta di questo sovrano. Inoltre, ispirò Walt Disney per i suoi classici “Biancaneve e i sette nani, Cenerentola e La bella addormentata nel bosco”.


-Herrenchiemsee: dopo un viaggio in Francia nel 1874 dove visitò la reggia di Versailles, Ludwig acquistò il piccolo isolotto del Chiemsee per far erigere questo castello circondato da un parco naturale. Per lui era il luogo ideale, dove sentirsi lontano dal mondo, ma vi abitò pochi giorni. Venne iniziato nel 1878 da Julius Hofmann su progetto di Georg von Dollman. È ispirato alla reggia di Versailles in Francia e proprio per questo è detto anche la Versailles bavarese. Si presenta come un unico blocco a tre piani composto da tre ale quadrate a forma di ferro di cavallo. L’austera facciata è in stile classico barocco addolcita soltanto da contrafforti. Il piano terra è organizzato in forme semplici, mentre il piano superiore e quello principale, in cui si trovano le sale di rappresentanza sono messi in risalto da alte finestre ad arco, pilastri e colonne. Il piano superiore del palazzo, inoltre è stato concepito come un attico ed è sormontato da una balaustra decorata con vasi e trofei come allegorie di virtù, scienze, professioni e arti, dietro la quale si nascondono i tetti piani. Per quanto riguarda gli interni, le decorazioni e gli arredi, si concentrano tutti nel piano centrale del castello. Ludwig permise agli artisti che contribuirono all’arredamento di recarsi proprio alla reggia di Versailles in modo che potessero studiare direttamente sul posto i modelli a cui ispirarsi. Tra le varie stanze, quella da ritenersi il gioiello di questo castello è sicuramente la Galleria degli Specchi di circa 98 metri di lunghezza e decorata da 52 candelabri e 33 lampadari. I giardini francesi vennero realizzati da Carl von Effner nel 1878 sempre su imitazione di quelli a Versailles anche se fu in parte impossibile a causa del dislivello del suolo. In origine era previsto un parco con la forma di una croce. Nel giardino principale a ovest sono presenti due grossi bacini idrici laterali seguiti da aiuole con al centro una copia della fontana di Latona e Apollo a Versailles. Inoltre, i numerosi boschetti previsti dal progetto sono stati ridotti a quattro grandi e a sei più piccoli e furono realizzati senza riferimenti a Versailles. Herrenchiemsee è considerato l’ultimo progetto di Ludwig, in quanto venne concluso dopo la sua morte nel 1886 e quello che vediamo oggi è solo una parte del grande progetto che il Re aveva in mente. Infatti erano previste altre ale laterali, ma a causa di problemi finanziari, il progetto venne accantonato e l’ala di sinistra, incompiuta, fu demolita nel 1907 mentre quella di destra non ha mai visto la luce.
Le spese folli, la costante ricerca di denaro, il distacco dai suoi doveri di sovrano per questi castelli e le voci sulla sua presunta omosessualità fecero crescere l’opposizione dei ministri che cospirarono ai suoi danni, dichiarandolo pazzo e internandolo nei pressi del Lago di Starnberg. Ludwig morì misteriosamente tre giorni dopo la sua deposizione nel 1886. Oggi viene ricordato come uno dei più strani sovrani tedeschi della storia e se la sua memoria è ancora tanto viva, lo dobbiamo proprio a questi suoi castelli fiabeschi che fanno della Baviera un luogo romantico e altrettanto magico.

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BIBLIOGRAFIA

-Greg King, Ludwig. Genio e follia di un re, Mondadori 2016;
-Antonio Quarta, La Baviera di Ludwig. Diario di viaggio, Este Edition 2011;
-Bonny Schmid-Burleson, Neuschwanstein-Linderhof-Herrenchiemsee: Ludwig II-His Life and His Castles, Kienberger 2011.

 

 
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